Avena di Papasidero

Professione monastica eremitica di don Generoso

Ha scelto di vivere la sua vocazione nel silenzio e nella preghiera, in un luogo ricco di storia e di fede, già abitato dai monaci provenienti dall’antica Grecia in tutta l’area del Mercurion, che si estende dalla Valle del Lao

Nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria di Maria Regina, istituita da Pio XII nel 1955, e riportata dopo la riforma liturgica al settimo giorno dopo l’Assunta, ad Avena di Papasidero ha avuto luogo la Professione monastica eremitica di don Generoso di Luca, 48 anni, originario del luogo, già rettore del Seminario diocesano.
Don Generoso ha scelto di vivere la sua vocazione nel silenzio e nella preghiera, in un luogo ricco di storia e di fede, già abitato dai monaci provenienti dall’antica Grecia in tutta l’area del Mercurion, che si estende dalla Valle del Lao.
L’antico borgo di Avena, frazione di Papasidero, con la chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, rivivrà grazie alla presenza di don Generoso che con l’assenso del Vescovo potrà offrire la sua vita di preghiera al Signore per il bene della Chiesa universale.
Il Vescovo ha definito la professione monastica un «avvenimento storico per la nostra Chiesa particolare» eccezionale e si è auguro che ve ne possono essere anche altri in futuro.
Alla celebrazione, oltre al sindaco, cognato di don Generoso, erano presenti numerosi presbiteri diocesani, alcuni frati e chierici Cappuccini della vicina Morano; la Famiglia dell’Annunziata di don Dossetti da Bonifati, una rappresentanza dei seminaristi della diocesi, e un gruppo di fedeli laici, concittadini della famiglia Di Luca e alcuni venuti da San Marco Argentano, e poi padre Ciro Spinelli, nostro sacerdote diocesano che vive nella Certosa di Serra San Bruno e ha offerto a don Generoso preziosi consigli nel redigere la Regola Monastica.
Monsignor Bonanno ha sottolineato come la Calabria ha conosciuto « diverse esperienze monastiche: oltre a quella venuta dall’Oriente quella Certosina di san Bruno di Colonia, loa Cistercense di San Bernardo e la Florense con Gioacchino da Fiore. La ricchezza di esperienze monastiche diverse è un grande patrimonio ancora oggi per la Chiesa e per l’umanità; si attualizza con la professione di don Generoso di Luca, monaco, cioè colui che nella solitudine è alla ricerca di Dio e della sua Parola, rivolta per primo ad Abramo». Al termine della cerimonia, il Parroco don Ezio Saporito ha ringraziato il Vescovo e tutti i presenti convenuti in quel luogo ricco di memorie ma soprattutto Generoso seguito fin dall’adolescenza nel suo iter vocazionale.