Territorio

TERME LUIGIANE. Un contributo alla riflessione di monsignor Leonardo Bonanno

 

Nel giorno dell’Epifania è stata pubblicata sul Quotidiano una lettera fattàmi pervenire dall’ing. Rodolfo Trotta “storico tecnico delle Terme Luigiane”, il quale mi comunicava alcune sue considerazioni in merito alle problematiche che puntualmente ogni anno paventano il pericolo della chiusura del rinomato stabilimento termale con evidenti gravi conseguenze sul piano occupazionale.
Richiamato dal suddetto professionista ad intervenire in merito alla vertenza, motivato con la riproposizione di alcuni princìpi della dottrina sociale della Chiesa, ai quali lo stesso Trotta si ispira sin dagli anni della sua formazione universitaria, mi preparavo ad inviare un messaggio, così come negli anni trascorsi, alle parti interessate alla vertenza: Sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, Società Sateca, (concessionaria di alcuni immobili e proprietaria delle strutture termali), lavoratori e rappresentanze sindacali, ecc..
La notizia della “fumata bianca” per l’accordo di massima siglato ieri tra Comuni ed Ente gestore rincuora il mio animo, ritenendo la soluzione adottata soddisfacente, anche se provvisoria, fino all’atteso bando, avendo come fine primario la tutela dei lavoratori.
Benché il vescovo non sia chiamato a fornire soluzioni tecniche ai problemi sociali del suo territorio, non posso non rilevare con rammarico il verificarsi di periodiche crisi in un settore, che vede la presenza di migliaia di fruitori delle Terme, dalle acque salutari rinomate anche oltre regione, una risorsa naturale in un contesto ambientale e paesaggistico invidiabile.

Mi preme anche dire, che, appena insediatomi in diocesi dieci anni fa, ho provveduto alla riapertura della chiesa posta all’interno del complesso termale affidando ad un giovane e zelante sacerdote la cura dei fedeli di Acquappesa, con la restaurata chiesa di Santa Teresa e di Guardia Piemontese con le monumentali chiese di Sant’Andrea e San Domenico.
Ciò consente agli ospiti presenti per le cure alle Terme di rinfrancare non solo il corpo ma anche lo spirito, secondo l’espressione latina “Mens sana in corpore sano”. Senza dire dei possibili itinerari storico –religiosi, a partire dalla comunità Occitana di Guardia Piemontese fino a Paola, città natale di San Francesco, “Santo d’Europa”.
In conclusione, secondo il Magistero della Chiesa, in particolare l’insegnamento di Papa Francesco, è crescente la sollecitudine per la soluzione dei problemi del lavoro (tra cui le “periferie esistenziali”), con interventi che spetta soprattutto al laicato affrontare. Non serve un assistenzialismo passivo, monetario, con l’impiego di decine di milioni che non creano lavoro ma dipendenza: occorre cambiare l’attuale tendenza del capitale orientato all’incremento della produzione e del reddito.
Questo vale anche, a mio sommesso avviso, per le Terme Luigiane, che è una impresa sana economicamente e per le sue eccellenti prestazioni per cui sento il dovere di fare memoria dello stimato Ing. Giuseppe Giannìco, che da vicepresidente della Sateca ha profuso le sue energie per le Terme che riteneva di vitale importanza per l’intero comprensorio che si affaccia sul Tirreno cosentino.
Esse comunque devono accedere ad una visione più ampia del suo mercato, con la garanzia di durata nella sua concessione e con respiro europeo, trovando i capitali disponibili. La Regione Calabria, per esempio, potrebbe attraverso la sua Finanziaria (la Fincalabra, finalmente attiva) accedere ai fondi europei o si potrebbe attuare un azionariato pubblico: altrimenti sappiamo dove si possono trovare i capitali in una terra piagata dalla mafia!
Chiudere un’azienda sana non sarebbe degno di una terra generosa e forte, che vuole riscattarsi da secoli di mortificazione ed affrontare in futuro non solo la pandemia dilagante ma altri virus sociali che minano la speranza civile dei calabresi.

Messaggio per le Terme Luigiane