Cari fratelli e sorelle,
con gratitudine al Signore che in Maria ci mostra il volto bello dell’umanità redenta, contemplo insieme a voi lo straordinario dono liturgico e spirituale di questo Anno Giubilare Mariano. Sette secoli fa, nel lontano 1326, le onde del nostro mare e l’abbraccio accogliente delle tre imponenti cavità rocciose del monte Vingiolo, custodirono il prodigioso sbarco della venerata effige di Santa Maria della Grotta.
Da allora, tra alterne vicende storiche, la bella Praia a Mare è divenuta il cuore pulsante di un pellegrinaggio ininterrotto di fede, di lacrime e di grazie per l’intera nostra Diocesi. Da Plaga deserta essa è divenuta un luogo privilegiato dalla Madre di Dio.
In questo solenne centenario, la grazia del Signore si rende ancora più visibile tra noi attraverso la presenza del Cardinale Francesco Montenegro, che ho la gioia di accogliere a nome di tutti voi come Inviato speciale del Santo Padre. Anche questo dono specialissimo è segno di attenzione e della premura del Santo Padre verso la nostra Chiesa Diocesana oltre che alla città e al Santuario di Praia a Mare.
La roccia che da settecento anni custodisce l’immagine della “Tutta Santa Madre di Dio” non è un semplice monumento naturale, ma un profondo simbolo teologico per il nostro cammino ecclesiale. I Padri della Chiesa ci insegnano che Maria è la dimora sicura e il grembo purissimo in cui la Parola si è fatta carne. Scriveva mirabilmente San Giovanni Damasceno: «Maria è la grotta spirituale in cui è racchiuso il tesoro divino, la roccia immacolata da cui scaturisce l’acqua della vita che disseta le anime dei fedeli». Salendo i gradini del nostro Santuario Diocesano, ogni pellegrino sperimenta la verità enunciata da Sant’Agostino: «Maria fu più felice nel ricevere la fede di Cristo che nel concepire la carne di Cristo». In quella grotta, l’umano e il divino continuano a incontrarsi nel silenzio della preghiera, offrendo alle nostre anime un rifugio sicuro dalle tempeste del tempo presente. Questo VII Centenario non è solo una memoria del passato, ma una profezia per il nostro futuro. Non è un caso che nell’ambito delle celebrazioni giubilari la nostra Diocesi ha avuto l’onore di ospitare proprio a Praia a Mare, la festa nazionale di Avvenire, incentrata sul delicato tema delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale. Proprio quest’anno, il Santo Padre Leone XIV ha donato alla Chiesa la sua prima Lettera Enciclica, Magnifica Humanitas, ponendo una domanda cruciale che interpella direttamente la nostra azione pastorale: siamo chiamati a scegliere se «innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme». Di fronte a un mondo virtuale che rischia di anestetizzare le relazioni e di governare gli algoritmi del cuore, Maria ci viene incontro come modello perfetto di quella «magnifica umanità abitata da Dio». Lei risponde alla tecnologia con la concretezza dell’Incarnazione, mostrando il primato della carne, l’autenticità dei legami e la prossimità dell’amore.
Come ci ha esortato Papa Leone XIV, vi chiedo di «radicare i vostri cuori nel solido fondamento dell’amore di Dio… scoprite il cuore di Cristo e non abbiate paura di costruire la vostra vita su di Lui». La presenza secolare, fisica e materna della Madonna della Grotta ci richiama esattamente a non lasciarsi rubare la bellezza dell’incontro umano e fraterno. Proprio nei giorni in cui ci accostiamo a celebrare questo storico Giubileo, il nostro cuore è stato scosso dall’angoscia. Abbiamo visto il fuoco devastare la macchia mediterranea del Monte Vingiolo, risalire i costoni di roccia e lambire paurosamente il perimetro stesso del Santuario. Abbiamo vissuto ore di trepidazione mentre, per sicurezza, la Sacra Effigie veniva temporaneamente traslata nella Chiesa Madre. Quei momenti di fumo e di paura non devono essere dimenticati, ma letti con gli occhi della fede. Se l’incendio distruttivo — spesso frutto dell’incuria o della ferita inferta dall’uomo al Creato — ha cercato di assediare la casa della nostra Patrona, la Provvidenza e il coraggio dei soccorritori hanno custodito intatto il cuore del Santuario, che non ha subito danni, ma per via precauzionale è chiuso per l’incolumità dei fedeli e dei pellegrini. Quel fuoco non ha avuto l’ultima parola. Oggi, guardando i segni della cenere sulla roccia, siamo chiamati a compiere un miracolo ancora più grande: trarre da questo incendio una nuova rinascita. La cenere deve fecondare una rinnovata coscienza spirituale spingendoci a custodire la nostra terra con maggiore responsabilità. La cenere, come ogni anno avviene, ci ricorda che siamo polvere. Essa, tuttavia, impastata dalle mani di Dio, ricrea nuovamente la nostra dignità umana. Ma soprattutto, questo evento diventa icona della nostra vita spirituale. Il fuoco distrugge il superfluo, ma purifica ciò che è eterno. Come comunità diocesana, esprimiamo vicinanza alla città di Praia a Mare, e usciamo da questa prova più uniti, più forti e decisi a ricostruire non solo l’ambiente ferito, ma il tessuto stesso delle nostre relazioni umane e parrocchiali. La Madonna, quando tornerà nella Sua Grotta, ci dirà che nessuna devastazione interiore o comunitaria è irreversibile quando ci si affida a Dio.
Carissimi, il prodigioso arrivo della Vergine tra noi è un mandato per l’oggi della nostra Chiesa. Come Maria ha superato i mari per toccare la nostra terra, così noi siamo chiamati ad “abitare il futuro” con speranza, guidando i nostri giovani e le nostre famiglie a usare la tecnologia come strumento di bene comune, senza mai smarrire la dignità impressa in noi dal Creatore. In questo anno di grazia, esorto ogni parrocchia, associazione e movimento a farsi pellegrino al Santuario, per attingere a questa sorgente di misericordia. Ho disposto che in questo tempo di chiusura, la chiesa madre della città sia luogo privilegiato per lucrare l’Indulgenza Plenaria. Pertanto, non sciupiamo tanta grazia! Se più facile ora è l’accesso alla sacra effigie, diventi efficace per decidere la nostra conversione, tornando a dare il Primato a Dio.
Affido alla Vergine della Grotta i nostri sacerdoti, gli ammalati, i giovani, le famiglie, i più piccoli. Per sua intercessione, la nostra Chiesa diocesana risplenda della bellezza del Vangelo.
Vi benedico di cuore.
San Marco Argentano, 5 Agosto 2026
Memoria di Santa Maria ad Nives
† Stefano Rega, vescovo
