Carissimi neoeletti Sindaci,
come Vescovo di questa porzione di Popolo che è in San Marco Argentano – Scalea sento il bisogno di farvi giungere i miei auguri più sinceri per le elezioni amministrative appena concluse. Il popolo vi ha eletto per compiere un servizio di grande responsabilità ed io, fin da ora, voglio dichiararvi la mia vicinanza e disponibilità ad un sano rapporto di collaborazione istituzionale. Ai neoeletti sindaci voglio ricordare che la campagna elettorale porta con sé tante discussioni talvolta troppo accese. Ora, però, proprio voi che siete stati eletti dal popolo a servizio del bene comune, siete chiamati, con senso di responsabilità, a sapere unire la comunità. Il vostro primo servizio è quello di tenere all’unione e a progettare insieme, superando le divisioni e i conflitti propri di ogni momento elettivo. Costruire e progettare è un’altra cosa. Poniamo davanti a noi l’interesse generale, il bene comune. Il primo intervento da realizzare, dunque, è compattare la comunità, camminare insieme. Coinvolgere tutti: questo è il primo imperativo. Papa Leone XIV ce l’ha da poco ricordato: «Neemia, un ebreo al servizio del re persiano Artaserse, … chiede al re il permesso di tornare a Gerusalemme e, giunto sul posto, esamina in silenzio i luoghi distrutti. Non impone soluzioni dall’alto. Convoca le famiglie, affida a ciascuna un tratto di muro da ricostruire, ascolta le paure, coordina gli sforzi, fronteggia le opposizioni. Il racconto mostra come la città rinasca non grazie all’iniziativa di una singola persona, ma attraverso la responsabilità condivisa di tutto il popolo»1. Queste parole del Papa credo si addicano al nostro contesto. Tanti luoghi dei nostri comuni sono abbattuti. I problemi, perciò, sono diversi e richiedono l’aiuto di tutti, anche del commissario prefettizio di Tortora – dove non si è raggiunto il quorum -: ognuno deve costruire un pezzo di strada per andare lontano.
Per questo vi segnalo anche delle strade su cui poter camminare insieme.
Il primo problema è recuperare una visione più positiva verso l’impegno politico e la partecipazione attiva di tutti. L’affluenza al voto è sempre in calo e in parabola discendente. Chi ha ottenuto i maggiori consensi deve coltivare non tanto l’orgoglio del vittorioso, quanto il senso della responsabilità verso tutti i cittadini, coinvolgendo tutti, a partire da quelli che sono risultati sconfitti dalle urne. Tendere la mano spetta a chi ha ottenuto il consenso proprio per un senso di maggiore responsabilità. Allo stesso modo, chi è stato collocato dal popolo all’opposizione, non si senta autorizzato a contrastare in ogni modo qualsiasi progetto. Non vada alla ricerca dei colpevoli. Avverta, invece, il senso della collaborazione per il bene di tutti. I problemi da affrontare sono tali e tanti che per la costruzione della casa comune abbiamo bisogno della condivisione massima degli sforzi e delle energie per favorire la partecipazione. Spesso sono proprio i giovani che avvertono la politica come una cosa sporca. Non ci possiamo dare pace finché non invertiremo, insieme, questa tendenza. Come dice il Santo Padre, ognuno deve costruire un piccolo tratto di strada. Mi sento di dirvi ancora di più, soprattutto ai sindaci: non state abbarbicarti alla poltrona dell’ufficio del primo cittadino; visitate il paese, incontrate le persone, soprattutto i giovani che hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti: va data loro fiducia perché non sono il futuro, costituiscono il nostro presente migliore, il volto più bello.
Un secondo problema, non solo della nostra diocesi, è lo spopolamento. Ogni anno in Calabria sparisce un paese di tredicimila abitanti. Tutti questi comuni sono di area interna con precise carenze nei servizi sanitari, nella mobilità e nell’istruzione. Problemi grandi che richiedono un approccio globale e non solo cittadino. Praticamente sono problemi che ci costringono a trovare insieme delle soluzioni. Dovremmo attrezzarci, sempre di più insieme, per condividere le risorse e rendere appetibile il nostro territorio, per evitare che i nostri giovani vadano a cercare fortuna altrove. Alla fuga dei giovani oggi si unisce quella dei genitori che, maturata la pensione, preferiscono raggiungere i loro figli nella città di lavoro.
Vi segnalo, ancora, con preoccupazione che vi sono alcuni paesi dove tante persone povere non hanno come sfamarsi. Come comunità cristiana interveniamo sulle urgenze ma io credo si debba e si possa fare di più: i poveri hanno bisogno della dignità del lavoro. Spesso, con grande senso di umiltà, vengono da noi a chiedere aiuto e, per quello che possiamo, cerchiamo sempre di prenderci cura dell’umanità sofferente. Ma dobbiamo dirci la verità: spetterebbe a chi ha la responsabilità politica, fare in modo che ogni uomo si veda riconosciuto il diritto al lavoro.
Il nostro territorio ha delle bellezze che non tutti conoscono e la nostra gente vive di una qualità umana dedita all’accoglienza generosa. I nostri giovani sono spesso anche preparati e creativi. Questi ingredienti possono essere utili a creare un circolo virtuoso. Il mio non vuole essere solo un augurio ma un appello accorato, perché possiamo camminare insieme, nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, nella ricerca del bene comune per disegnare un futuro migliore.
In attesa di potervi incontrare quanto prima vi affido, nella preghiera, all’intercessione di San Tommaso Moro, protettore dei governanti, che «pose la propria attività pubblica al servizio della persona, specialmente se debole o povera; gestì le controversie sociali con squisito senso d’equità; tutelò la famiglia e la difese con strenuo impegno; promosse l’educazione integrale della gioventù. Il profondo distacco dagli onori e dalle ricchezze, l’umiltà serena e gioviale, (…) la sicurezza di giudizio radicata nella fede, gli dettero quella fiduciosa fortezza interiore che lo sostenne nelle avversità e di fronte alla morte. La sua santità rifulse nel martirio, ma fu preparata da un’intera vita di lavoro nella dedizione a Dio e al prossimo».
San Marco Argentano, 27 maggio 2026
† Stefano Rega – Vescovo
Gli auguri del vescovo Rega ai sindaci
Buonvicino, Cerzeto, Grisolia, Orsomarso, Papasidero, Roggiano, Sant’Agata D’Esaro
27-05-2026
