Il 5 gennaio

Festa dei Popoli dedicata ai “Racconti di speranza”

A Santa Maria del Cedro la terza edizione

Sarà occasione di incontro e condivisione la terza edizione della “Festa dei Popoli”, promossa dall’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. L’appuntamento è fissato per il 5 gennaio 2026, a partire dalle ore 16, presso il Museo del Cedro di Santa Maria del Cedro, in provincia di Cosenza.

L’iniziativa si inserisce nel cammino pastorale di attenzione alle diverse presenze culturali e sociali che arricchiscono il territorio diocesano e intende offrire un pomeriggio di conoscenza reciproca, nel segno del dialogo e della fraternità. Il tema scelto per questa edizione, “Racconti di speranza”, richiama il valore delle storie personali e comunitarie come patrimonio condiviso, capace di generare fiducia e futuro.

Il programma prevede un primo momento di accoglienza a partire dalle ore 15.30. Alle ore 16.00 è in calendario il messaggio di benvenuto, accompagnato da una presentazione dei gruppi presenti. Sono previsti gli interventi delle autorità civili e dei direttori di alcuni Uffici diocesani: don Fiorino Imperio, direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso; don Pantaleo Salerno Naccarato, direttore dell’Ufficio diocesano Missioni; don Miguel Arenas, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes. A concludere questo momento istituzionale sarà mons. Stefano Rega, vescovo della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea.

Nel corso del pomeriggio, a partire dalle ore 17, i partecipanti saranno coinvolti in un simbolico “viaggio tra i popoli”, arricchito da intermezzi musicali, pensato per valorizzare tradizioni, lingue e culture dei diversi gruppi presenti nel territorio diocesano.

La “Festa dei Popoli” si conferma così un’occasione significativa per ribadire il valore della persona umana e per promuovere un cammino di amicizia sociale e fraternità universale, in sintonia con il messaggio richiamato dall’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco. Un invito aperto alla comunità a riconoscere, nella diversità, una ricchezza da custodire.

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