«Praticare l’amore, compito della Chiesa e di ogni credente»

Don Ennio Stamile*

In Benin, piccolo lembo di terra Africana, racchiuso tra il Togo, Il Burkina Faso, Il Niger e la Nigeria e “stringendosi” si affaccia sull’Oceano Atlantico, la nostra Diocesi, sin dai primi anni novanta del secolo scorso, ha deciso di sperimentare il fascino e la bellezza della collaborazione tra Chiese attraverso il dono della carità. E’ sorto così nel 1995 il primo padiglione dell’Ospedale Auberge de l’Amour Rédempteur, a Dangbo, in Provincia di Porto Novo, inaugurato dal Vescovo emerito Mons. Augusto Lauro. Nel 1998, un secondo nuovo padiglione ospitava il reparto di ostetricia e chirurgia, offrendo alle tante donne partorienti, anche dei villaggi limitrofi, un luogo sicuro dove far nascere i propri bambini. Dal 2004 sono riprese le missioni diocesane in questa Terra e Mons. Leonardo Bonanno, in continuità con i suoi predecessori, ha approvato quest’anno il progetto di ristrutturazione di un padiglione – donato all’Ospedale dall’Olanda mai utilizzato da oltre un decennio – per la realizzazione di un centro dialisi, in considerazione del fatto che al pari delle altre malattie degenerative, l’insufficienza renale cronica è diventata una patologia sempre più frequente in Benin come nel resto dell’Africa, ponendo grandi problemi di natura sanitaria, sociale ed economica. Il centro è stato realizzato dall’Associazione San Benedetto Abate, che ha sede in Cetraro ed in Africa, proprio in Benin, dove ha realizzato altri progetti. Di fondamentale importanza è stata la collaborazione con l’Associazione “Asmev Calabria”, fondata dal nefrologo dr. Roberto Pititto, che opera in Eritrea nel campo della dialisi sin dal 2005. Oltre allo stesso nefrologo, ci hanno accompagnati in questo viaggio il dr. Aldo Foscaldi, anch’egli nefrologo, che ha deciso di dedicare parte della sua esperienza professionale da volontario proprio nel centro dialisi di Dangbo ed il tecnico Francesco Zappone, anch’egli parte integrante della famiglia dei volontari dell’Asmev. A parte le notevoli difficoltà di sdoganamento del container, che conteneva ben cinque reni artificiali, due macchine per l’osmosi e una consistente quantità di materiali da utilizzare per la dialisi, è stata una esperienza davvero straordinaria di collaborazione, di unione di intenti e, soprattutto, di condivisione di sogni, speranze, fatiche e progetti. Come Associazione San Benedetto Abate, oltre che ringraziare il vescovo Mons. Leonardo Bonanno, per la fiducia ed il mandato accordatoci e per aver messo a disposizione la somma di euro 50.000,00 dal fondo “Iolanda Nocito”, donati alla Diocesi dal figlio don Marcello Riente, con cuore grato e riconoscente ringraziamo i nostri compagni di viaggio dell’Asmev Calabria. Non è mai semplice raccontare un’esperienza missionaria che, se pur breve, lascia segni indelebili nella vita di coloro che si lasciano guidare dallo Spirito verso i fragili, i lontani, gli ultimi. L’Africa è una terra ricca di una straordinaria umanità. Ogni qual volta si torna da questo vasto e variegato Continente, ci si sente colmi di quel nutrimento spirituale che i poveri, gli ultimi, sanno donare, proprio come ci ha insegnato Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein: “ i poveri ci nutrono”. Non dovremmo mai dimenticare, infine, il grande insegnamento di Benedetto XVI che, al numero 20 della sua prima enciclica Deus Caritas Est, ci ricorda come “l’amore del prossimo radicato nell’amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l’intera comunità ecclesiale, e questo a tutti i suoi livelli: dalla comunità locale alla Chiesa particolare fino alla Chiesa universale nella sua globalità. Anche la Chiesa in quanto comunità deve praticare l’amore.” Sì, anche l’Ospedale Auberge de l’Amour Rédempteur di Dangbo, consente alla nostra Chiesa diocesana che è in San Marco Argentano-Scalea “di praticare l’amore” .
Associazione San Benedetto Abate